Due corvi vestiti di tutto punto se ne stavano appollaiati sul ramo di un anziano castagno al centro del parco a godersi l’aria fresca del mattino torinese. I due uccellacci si divertivano a guardare chi passava e trovavano sempre qualcosa per cui criticare ogni persona o animale che vedevano. 

D’un tratto apparve un cagnolone nero simile a un lupo che zompettava tutto giulivo trasportando un calendario.

Il più grosso dei due corvi cominciò a ridere sguaiatamente e colpendo con un’ala il  compagno esclamò: “Che stupido quel cane, cosa se ne fa di un calendario, pensa di sotterrarlo come un osso?”. L’altro corvo rise ancora più forte e rincarò la dose: “Con un calendario umano è a posto per sette dei suoi anni canini! Ah ah ah!”.

Zeta, questo era il nome del cane, li sentì sparlare e ridere a crepapelle ma non si curò più di tanto dei due pennuti: aveva intenzione di proseguire nella sua corsetta all’inseguimento di due verdi lucertole. “Hey LUPASTRO! – gracchiò uno dei corvi – Si proprio tu! Perché ti porti dietro quel calendario? Forse non sai che gli uomini contano il tempo in modo strano, in base a regole decise dai loro avi e non in base all’istinto come noi animali? Noi uccelli poi siamo i più evoluti: volando possiamo guardare il mondo da diverse prospettive e raggiungere posti lontani in poco tempo. Per noi tempo e spazio sono cose relative”.

Zeta allora si fermò proprio sotto a quell’immenso castagno secolare su cui sghignazzavano i due corvi e, guardando il corvo che ancora rideva a crepapelle, disse: “Certo che lo so, e avresti ragione se questo fosse uno di quei semplici calendari che puoi trovare su Alazon!

Eh no, cari i miei corvetti! Questo calendario non è un semplice calendario! Questo serve a salvare il pianeta, perché per ogni calendario venduto Isablu pianta un albero”. Poi continuò: “Avete ragione, ognuno percepisce tempo e spazio a modo suo, ma tutti abbiamo bisogno di darci da fare per l’ambiente. Allora vi svelo una notizia: perché non chiedete ai vostri zii in Amazzonia cosa significa vivere senza avere degli alberi su cui poter gracchiare? Buona giornata e non ridete troppo, potreste perdere l’equilibrio e cadere dal ramo, non si sa mai!”.

Detto questo Zeta riprese il calendario 2021 e ridacchiando sotto i baffi tornò a cercare lucertole con cui giocare. I corvi invece rimasero ammutoliti al pensiero che i loro zii in Amazzonia fossero senza una casa e lo inseguirono disperati mentre si allontanava per chiedergli come potevano piantare un albero per aiutare anche loro il pianeta.

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