Il WWF, in occasione della Giornata Mondiale dell’alimentazione, ha lanciato Menu4Planet, una serie di raccomandazioni per il consumo sostenibile sulle tavole degli italiani. Questo porterebbe a ridurre del 36% la perdita di biodiversità e del 28% la domanda di terre coltivate.

A causa di urbanizzazione e ritmi di vita sempre più frenetici la nostra alimentazione basata sulla dieta mediterranea si sta modificando verso modelli troppo ricchi di carne e derivati, di prodotti trasformati  e confezionati sugli scaffali dei supermercati e di cibo da fast food.

Ogni italiano consuma circa 2 kg di cibo al giorno, ne dovrebbe consumare quasi 0,5 kg in meno.

Abbassando questa quantità a 1,6 kg, con una riduzione del 60% del consumo di latticini, dell’80% di quello di carne e aumentando di 4 volte il consumo di legumi e frutta secca, l’Italia potrebbe abbattere l’80% della produzione di gas serra.

Infatti uno studio dell’Università degli Studi della Tuscia e Greenpeace Italia rivelano che gli allevamenti intensivi stanno consumando una volta e mezza le risorse dei terreni agricoli del nostro paese, creando un deficit tra domanda e offerta di risorse che risulta insostenibile per la natura.

Crediamo fortemente che modificando di poco il nostro stile di vita possiamo dare un grande aiuto all’ambiente.

Citando la famosa frase di Michael Pollan:

Non mangiare nulla che tua nonna non riconoscerebbe come cibo

ovvero limita i cibi ultra-trasformati, che hanno uno scarso valore nutrizionale e sono dannosi per l’ambiente per l’elevato livello di lavorazioni che richiedono.

La dieta migliore è la dieta mediterranea, di cui per fortuna noi italiani conosciamo molto bene la ricchezza.

Vi segnaliamo la top 5 dei cibi più sostenibili utilizzati nella dieta mediterranea

  • Patate – non richiedono più acqua degli altri ortaggi in fase di coltivazione e producono naturalmente delle sostanze che contrastano parassiti e malattie, riducendo enormemente l’uso di agrofarmaci.
  • Mele – per essere coltivate non hanno bisogno di molta acqua ma nel controllo dei parassiti possono diventare non sostenibili. Perciò sarebbe meglio optare per le varianti biologiche, a produzione integrata, locali e stagionali.
  • Piselli – se vengono coltivati localmente, acquistateli perchè hanno un sapore incredibile. I piselli possono essere prodotti con meno fertilizzante sintetico rispetto ad altri alimenti e producono azoto, che promuove la salubrità del terreno.
  • Fagioli – sostituire alcune delle proteine animali con i fagioli può avere un impatto positivo sull’ambiente come scritto in precedenza. Un valore aggiunto è che i fagioli secchi hanno una lunga conservabilità, che si traduce in minor scarto.
  • Broccoli – come le patate, i broccoli richiedono uno scarso utilizzo di agrofarmaci per contrastare eventuali parassiti. Producono, addirittura, sostanze completamente naturali analoghe ad una classe di efficaci agrofarmaci industriali.

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Questo post è stato scritto ascoltando Anibody Gonna Move di William Z Villain. Fatti ispirare dalla nostra playlist su spotify