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Alberi e nuvole, la faccia fresca dell’America… e dell’Europa

Piantare alberi e ricostituire le foreste sono tra le soluzioni climatiche naturali più semplici e attraenti, ma l’impatto degli alberi sulla temperatura atmosferica è più complesso di quanto sembri. La comunità scientifica si è spesso chiesta se nelle zone dal clima temperato il calore intrappolato dal sole possa contrastare qualsiasi effetto di raffreddamento che le foreste fornirebbero rimuovendo l’anidride carbonica dall’atmosfera. Secondo un nuovo studio piantare alberi su vaste aree è vantaggioso e dovrebbe essere fatto per scopi climatici.

 

Lo studio, condotto da Amilcare Porporato, prof. di ingegneria civile e ambientale dell’Università di Princeton, dalla laureata di Princeton Sara Cerasoli e da Jun Ying dell’Università cinese di Nanjing, sostiene che piantare alberi alle medie latitudini del pianeta può farlo raffreddare più velocemente. Secondo gli studiosi questo è dovuto alla presenza delle nuvole che riflettono i raggi solari invece di intrappolarli come fanno gli alberi. 

 

Gli alberi hanno un albedo basso, assorbono cioè i raggi solari e ne intrappolano il calore mentre le nuvole hanno un albedo elevato e riflettono i raggi del sole, come il ghiaccio e la neve, rimandando indietro il calore e facendo quindi da schermo. Le nuvole tendono a formarsi più di frequenza nelle aree boschive piuttosto che su praterie o aree con vegetazione ridotta e questo ha un effetto di raffreddamento sull’atmosfera terrestre. 

 

Il team di studio, pubblicato il 9 agosto presso la National Academy of Science, ha combinato i dati satellitari della copertura nuvolosa tra 2001 e 2010 con modelli relativi all’interazione tra piante e atmosfera. Ha così scoperto che per le regioni di media latitudine come il Nord America e l’Europa l’effetto di raffreddamento delle nuvole, in combinazione con quello del sequestro di carbonio, superava la radiazione solare assorbita dalle aree boschive.

 

Questa scoperta può aiutare le politiche agricole e di riforestazione nell’individuare le zone più convenienti per piantare alberi. Accoppiando il rimboschimento delle latitudini medie con la distribuzione di colture agricole resistenti alla siccità nelle regioni meno adatte al rimboschimento si possono ottenere risultati importanti per il clima. Secondo lo studio, se si considera che le nuvole tendono a formarsi più frequentemente sulle aree boschive, piantare alberi in vaste aree è vantaggioso e dovrebbe essere fatto per scopi climatici. 

 

Il prof. Porporato dice: “I cicli e i sistemi che regolano il pianeta sono interconnessi, se si cambia una cosa, è molto difficile prevedere come saranno interessate altre parti del sistema perciò è importante avere un approccio cauto e ponderato nella scelta dei luoghi in cui attuare la riforestazione.”, infatti, aggiunge Cerasoli: “Il prossimo passo sarà analizzare le economie dei luoghi scelti, per avere ricadute positive non solo sul clima ma anche sulla società”.

Questo post è stato scritto ascoltando “Messico e nuvole” di Enzo Jannacci

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