Ultimamente ho trascorso un po’ di tempo chiacchierando con un amico di quelli che non guardano il telefono mentre ti parlano, di quelli con cui approfondire un discorso anche andando un po’ fuori tema, di quelli che reggono l’attenzione per più di 10 minuti.

Abbiamo divagato su vari temi e uno di quelli che mi ha fatto riflettere anche dopo era la differenza tra chi vive costantemente nella nostalgia del passato o nell’impazienza del futuro, e quelle persone, davvero rare, che riescono a godere del presente, del qui e ora.

E’ un esercizio difficilissimo quello di vivere nel presente, e non biasimo certo chi ha difficoltà a farlo. Ci vuole molta concentrazione e una certa stabilità d’animo per guardarsi intorno e vivere la giornata con quello che c’è senza paragonarlo costantemente a ciò che è stato o ciò che sarà.

Nostalgia canaglia

Soprattutto se non si sta attraversando un momento particolarmente felice, è facile cadere nel tranello del passato, che può ricordarci che prima le cose non erano così complicate, che quella scelta si è rivelata sbagliata e chissà come sarebbe ora la nostra vita se avessimo fatto diversamente. Cosa avremmo potuto dire a quella persona che invece non abbiamo detto, quella situazione che nel presente ci stava tanto stretta e invece non era niente male in confronto ad ora, solo che non potevamo saperlo. Quel lavoro che abbiamo tanto criticato e invece visto con il senno di poi era molto più stimolante di quello attuale. E come sarebbe ora la vita se non ci fosse stata quella situazione che ci ha fatto così male, e ci ha segnato, forse ci ha cambiati per sempre, ci ha indurito.

Se il nostro passato è tormentato ritornarci con la mente non farà altro che farci sentire tristi, dato che non abbiamo nessun potere per cambiare ciò che è stato. L’unica cosa che possiamo cambiare sono gli strascichi che quel passato ha nel nostro presente. Potrà accedere in qualche momento che il passato torni a prenderci a pugni, ma se avremo tagliato ogni collegamento con il presente, sarà solo un momento e sarà più facile guardare oltre.

Un futuro invadente

La trappola del futuro non è di certo più innocua, anzi può generare molta ansia: cosa succederà domani se il presente è così precario? Dove vivrò, avrò una stabilità economica? Nel futuro ci sarà qualcuno al mio fianco? Riuscirò ad essere felice, a raggiungere le tappe che mi ero prefissato?

Il futuro è un luogo in cui ancora non esistiamo, di fatto non c’è nulla e possiamo potenzialmente metterci di tutto, come nei sogni; cerchiamo di non idealizzarlo o temerlo troppo altrimenti perderemo solo tempo nel presente.

Chi ha figli rischia più degli altri di non godersi mai il presente e trovarseli ormai grandi, avendo trascorso anni in uno stato d’animo altalenante che passa da una proiezione costante in ciò che succederà: non vedere l’ora che inizino a camminare, inizino a parlare, tolgano il pannolino, imparino a mangiare da soli, siano abbastanza grandi per portarli in quel posto… Tutto questo fino al giro di boa, in cui i bambini sono ormai adolescenti e i loro bisogni non sono più tanto trasparenti e comprensibili; così i genitori si trovano ad essere nostalgici di quando erano come delle paperelle che li seguivano in tutto ed erano così piccini e teneri, e i problemi erano piccoli e gestibili.

Ci vuole un fisico bestiale

Tutti questi pensieri la maggior parte delle volte sono fonte di stress e preoccupazione. Quante volte sentiamo questi discorsi o siamo noi stessi a farli? Sarebbe utile allora che tutti ci allenassimo a vivere nel presente, ad affrontare le cose quando si presentano, ad apprezzare quando tutto va bene senza avere paura o fretta del domani.

Oggi è più importante e lo dobbiamo costruire un momento dopo l’altro. Quello che è stato impariamo a lasciarlo andare, non lasciamo che i bei ricordi banalizzino ciò che abbiamo ora o che i cattivi ricordi ci rovinino le giornate. Se qualcosa ci ha fatto male in passato non lasciamogli il potere di farcene ancora.

Se è vero che il tempo vola via in un attimo l’unica possibilità che abbiamo è cavalcare il presente con più intensità possibile. Diamo importanza alle piccole cose, ai gesti quotidiani. Una piccola deviazione dalla routine, un sorriso ricambiato, un insignificante episodio fortunato. A cominciare da adesso 😉

Questo post è stato scritto ascoltando: Del tempo che passa la felicità di Motta