Incontri generazionali

Durante le feste si ha più tempo di osservare ciò che ci circonda e far affiorare qualche pensiero accantonato.
È da un po’ che vorrei scrivere una lettera per il me stesso che diventerà vecchio, perché la paura di diventare ciò che ora non mi piace è alta. Allora sarebbe utile lasciarmi qualche consiglio, un po’ come ha fatto Caparezza con il brano Migliora la tua memoria con un click.

L’unico modo di non diventare un vecchio rincoglionito è quello di ascoltare e farsi aiutare a comprendere l’evoluzione della realtà. Credo che il modo migliore per invecchiare bene sia quello di restare in contatto con le generazioni successive, sentire cosa hanno da dire i ragazzi.
Qual è il loro punto di vista, cosa li appassiona, cosa li anima, cosa invece li preoccupa? Qual è la loro scala di valori? In che modo comunicano?

I cinquantenni sui social

Essere in contatto con le nuove generazioni non significa cercare di scimmiottarli coprendosi di ridicolo. Il motivo per cui i cinquantenni su Facebook sono così sfottuti è che si sono buttati in un mondo nuovo con l’entusiasmo di un bambino, senza però cercare di capire quale fosse il linguaggio più appropriato per quel canale o come difendersi dalla marea di fake news che li bombarda e di meme che augurano il buongiornissimo. Una bolla di contenuti scadenti e manipolazione politica da cui è difficile tirarli fuori.

Non so neanche immaginare che tipo di risvolti tecnologici ci saranno tra 20 o 30 anni, l’unica certezza è che se vorrò restare al passo con i tempi dovrò avere il coraggio di farmi guidare da chi in quella tecnologia ci è nato. L’alternativa è restarne del tutto fuori. Trovo molto più interessante conversare con gli over 60 che sono rimasti fuori dal luccichio dei social network e hanno un punto di vista non contaminato, personale, della loro epoca ma ancora interessante perché perlomeno diverso. Altrimenti si rischia di parlare sempre tutti delle stesse cose, perché la fonte di approvvigionamento delle notizie è sempre la stessa, divisa solo in due squadre: i pro e i contro. I seminatori di odio e i buonisti.

Nichilismo o arroganza?

Che tristezza mi fanno quelli che invece di ascoltare le nuove generazioni le sminuiscono, cercano di screditarle, come sta accadendo per i movimenti green. C’è sempre qualche baby boomer pronto ad argomentare con benaltrismo o a criticare senza proporre nulla di costruttivo, solo per distruggere e sbeffeggiare degli ideali che a lui non hanno mai sfiorato la mente.

Un po’ come la storia di Greta Thunberg che non può lottare per il futuro del pianeta se è ricca e ha in casa delle poltrone costose. Invece è una fortuna che una ragazzina di 17 anni sia interessata a passare il suo tempo sensibilizzando la popolazione mondiale sui cambiamenti climatici anziché fare ciò che la maggior parte di noi avrebbe fatto con le sue stesse possibilità economiche. Lo fa lei, perché tanti altri suoi coetanei magari pensano le stesse cose ma non hanno gli stessi strumenti per ottenere i risultati che lei ha ottenuto. Se con il suo impegno ha convinto anche solo 1000 persone a fare un pochino di più per l’ambiente in cui viviamo, personalmente non mi interessa nient’altro: chi c’è dietro, quanti soldi ha, che arredamento espongono i suoi genitori.

Impatto meno

Quando dici che fai qualcosa di etico c’è sempre qualche disfattista pronto a farti notare la contraddizione in qualche altro aspetto della tua vita. Sei vegetariano, ok, ma che scarpe indossi? Ah boicotti la Coca Cola e poi vai a mangiare al ristorante cinese che non paga le tasse? È facile trovare qualcosa che non sia ineccepibile nell’atteggiamento altrui, la verità è che se puntiamo alla perfezione nessuno farà mai nulla.

Ognuno sceglie la cosa che gli sta più a cuore e prova a fare qualcosa nel suo piccolo, ed è grazie a quel piccolo gesto che si mette in moto un cambiamento nel mondo. E’ solo smettendo di giudicare ma piuttosto imparando a prendere spunto dagli altri che potremmo entrare tutti in un circolo virtuoso. Vivere davvero ad impatto zero è una scelta radicale che ci imporrebbe uno stile di vita estremo e quasi primitivo (fatta eccezione per soluzioni tanto innovative quanto costose). Viva allora chi si contraddice e cerca di fare qualcosa rispetto a chi per essere coerente sceglie di non fare mai nulla.

Queste sono le riflessioni che ho fatto, ma sarei curioso di sentire il punto di vista di chi legge.
Intanto buon anno nuovo, vi aspetto con delle belle novità. Restiamo in contatto!

Questo post è stato scritto ascoltando: Daft Punk – Giorgio by Moroder

 

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